Tumore al seno: mammografia dai 40 anni negli USA

L’aumento delle diagnosi nelle donne giovani ha spinto la US Preventive Services Task Force ad anticipare l’età dell’indagine di screening per il cancro mammario

Secondo un aggiornamento delle Linee guida americane, proposto dalla US Preventive Services Task Force, le donne a rischio medio di cancro al seno dovrebbero sottoporsi a mammografie di screening ogni due anni a partire dai 40 anni. La nuova raccomandazione annulla la precedente formulata dal panel nel 2009 che affermava che lo screening ogni due anni doveva iniziare a 50 anni, fatti salvi i casi in cui ci fossero buone ragioni per iniziare prima i controlli.

I motivi dell’anticipazione dello screening

Sono diverse le considerazioni che hanno portato gli esperti della US Preventive Services Task Force ad anticipare lo screening mammografico, a partire dall’aumento dei casi di cancro mammario nelle donne più giovani. Non solo, i progressi della mammografia digitale hanno migliorato l’accuratezza diagnostica, mentre la disponibilità di nuove terapie si traduce oggi in una migliore sopravvivenza.

I nuovi modelli informatici stimano che se lo screening mammografico biennale venisse iniziato a 40 anni anziché a 50 e vi fosse una piena adesione a tale raccomandazione, la mortalità per cancro al seno negli Stati Uniti potrebbe diminuire del 20%. I benefici sarebbero ancora maggiori nelle donne di colore, le quali hanno spesso tumori al seno più aggressivi e una minore sopravvivenza.

Le indicazioni

L’aggiornamento delle Linee guida sullo screening è diretto alle donne cisgender e alle persone di sesso femminile alla nascita a rischio medio di cancro al seno, incluse le donne con una storia familiare di tumore mammario e altri fattori di rischio, come avere un senso denso.

La nuova raccomandazione non si applica invece alle donne con una storia personale di tumore al seno, a quelle ad alto rischio per la presenza di una sindrome ereditaria di predisposizione al cancro e nemmeno alle donne che sono state sottoposte a radioterapia ad alte dose al torace in giovane età o nelle quali sia stata evidenziata una lesione in precedenti biopsie. In questi casi le donne dovrebbero seguire le indicazioni dei medici che le hanno in carico e quindi adottare una strategia di screening personalizzata.

Secondo gli esperti della Task Force non ci sono invece dati sufficienti sul rapporto rischio-benefici della mammografia nelle donne con più di 75 anno e sull’uso di ecografia o risonanza magnetica nelle donne con seno denso nella quali la mammografia è risultata normale.

Pro e contro

L’American Cancer Society ha ben accolto le nuove raccomandazioni della US Preventive Services Task Force, segnalando però che sarebbe meglio effettuare la mammografia annualmente anziché ogni due anni adducendo a motivazione che «le evidenze scientifiche attuali indicano che lo screening biennale nelle donne di età inferiore ai 55 anni è associato a una diagnosi di malattia in stadio più avanzato». Positivo anche il parere del portavoce dell’American College of Obstetricinas and Gynecologist il quale ha affermato che «lo screening regolare tramite mammografia a partire dai 40 anni riduce la mortalità per cancro al seno in coloro che non hanno fattori di rischio aggiuntivi».

Gli unici aspetti negativi dello screening anticipato riguarderebbero invece la possibilità di falsi positivi che portano all’esecuzione di biopsie non necessarie e talvolta a diagnosi errate di tumore mammario.

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