Test genomici per il cancro al seno rimborsati in tutta Italia

Il Ministero della Salute ha pubblicato il decreto attuativo per rendere gratuiti questi esami in tutte le regioni per le pazienti con carcinoma mammario in fase iniziale. Nei casi incerti, questi test aiutano a distinguere le donne che possono davvero trarre beneficio dalla chemioterapia da quelle in cui non apporta vantaggi

Finalmente i test genomici per il cancro al seno saranno rimborsati in tutta Italia. E’ stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale il tanto atteso decreto attuativo per lo sblocco del fondo da 20 milioni di euro che rende rimborsabili in tutti e 21 i sistemi sanitari regionali italiani i test che permettono il risparmio di chemioterapie inutili a migliaia di pazienti.

“Accogliamo con grande entusiasmo il provvedimento del Governo sulla rimborsabilità dei test genomici per il tumore al seno” ha commentato Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia, il Movimento che tutela i diritti delle donne alla prevenzione e alla cura del tumore al seno. “Siamo già pronte a proseguire, insieme alle 170 Associazioni che fanno parte della nostra rete, la nostra azione di monitoraggio e sollecito alle Regioni affinché, a loro volta, emanino subito i provvedimenti richiesti dal Ministero per l’erogazione del finanziamento. Non è infatti più accettabile prolungare ulteriormente l’attesa delle pazienti: delle moltissime con tumore iniziale che, grazie ai test genomici, potranno evitare cure aggressive e invalidanti, ma anche di tutte le altre che potranno contare su scelte terapeutiche sempre più basate sulle evidenze della medicina personalizzata, che rappresenta il futuro ormai sempre più prossimo della lotta al cancro”.

Le indicazioni

La rimborsabilità dei test genomici per il tumore al seno (o più correttamente test trascrittomici in quanto permetto di studiare le caratteristiche molecolari del cancro guardando all’mRNA delle cellule tumorali), riguarda in particolare i carcinomi mammari con recettori positivi per l’estrogeno (ER+) e negatività per il recettore HER2. Questi tumori rappresentano circa il 70 per cento delle neoplasie al seno complessivamente diagnosticate e operate. Una parte di questi tumori, con caratteristiche tranquillizzanti, può essere curata solo con la terapia endocrina, un’altra parte ha caratteristiche tali che rendono la chemioterapia sicuramente necessaria. Ma c’è anche una zona grigia in cui sussiste un’incertezza sulle indicazioni terapeutiche. In questi casi i test genomici/trascrittomici consentono di identificare con più precisione le donne che davvero possono beneficiare della chemioterapia da quelle nelle quali i benefici sono pressoché assenti.

I test genomici

Attualmente sono in commercio diversi test genomici/trascrittomici, ognuno dei quali va ad analizzare molecole di mRNA diverse. Il più noto è Oncotype DX, che ha dimostrato di essere sia prognostico, in quanto identifica le donne che non traggano beneficio dalla chemioterapia perché a basso rischio, sia predittivo, in virtù del fatto che individua le pazienti che non traggono beneficio dalla chemioterapia perché il tumore non risponde al trattamento. Ma sono diversi i test in studio e utilizzati, tra questi rientrano, per esempio, MammaPrint, Prosigna, e EndoPredict.

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