Il tumore al pancreas può essere preso in tempo

La diagnosi precoce è per ora l’unica arma contro questo tumore perché può aumentare in modo considerevole la sopravvivenza se il paziente è operabile. Al via una nuova campagna digital promossa dal Policlinico Gemelli di Roma e dall’Università Cattolica

Quello del pancreas è uno dei tumori più temuti e purtroppo è anche una patologia emergente, ma un suo precoce riconoscimento può fare la differenza. Proprio per questo motivo la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma, in collaborazione con Associazione Nastro Viola e Fondazione Nadia Valsecchi, hanno accesso i riflettori su questo tumore lo scorso 19 novembre per la Giornata mondiale. Nella stessa occasione, con il claim “Il tumore al pancreas può essere preso in tempo” è stata lanciata una campagna digital dal Centro Chirurgico del Pancreas del Gemelli e il Centro di Ricerche Malattie del Pancreas della Università Cattolica. L’obiettivo quello di sensibilizzare la popolazione sui campanelli di allarme e i fattori di rischio: il loro riconoscimento è fondamentale per diagnosticare tempestivamente questa patologia e renderla operabile.
Cuore dell’iniziativa il sito www.centropancreasgemelli.it: un portale interamente dedicato a questo organo, che i pazienti e non solo potranno consultare per ottenere informazioni, dirimere dubbi e conoscere il percorso più idoneo da intraprendere.

Fattori di rischio

I principali fattori implicati nel possibile sviluppo del tumore al pancreas sono fumo, alcol, diabete e familiarità. Nel 25-30 per cento dei casi gioca un ruolo di primo piano il tabacco, mentre il consumo di alcolici può far aumentare la probabilità di sviluppare una pancreatite cronica (in 7 casi su 10) che predispone all’adenocarcinoma pancreatico. Ma occorre prestare attenzione anche all’alimentazione: una dieta ricca di grassi animali e zuccheri raffinati (il 12% dei tumori è correlato all’obesità) e la presenza di diabete possono mettere a rischio.
La diagnosi precoce è più che mai importante: il tumore al pancreas può essere sconfitto solo se preso in tempo e l’intervento chirurgico può aumentare la possibilità di superarlo.

Chirurgia e centri ad alto volume

L’intervento chirurgico è in grado di aumentare la sopravvivenza se il paziente è operabile. La sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi può infatti passare dall’8 per cento al 20-30 per cento, ma è cruciale che l’intervento sia eseguito in centro con esperienza. “Oggi solo il 20 per cento dei tumori è operabile alla diagnosi e nel 50 per cento dei casi è già metastatico – commenta il professor Antonio Gasbarrini, Direttore Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche -. Nel nostro Paese sono solo 10 i Centri ad alto volume (il Gemelli è al primo posto al Centro-Sud), ma rivolgersi alle strutture specializzate, in cui si concentrano elevati livelli di expertise, knowhow e multidisciplinarietà, è di primaria importanza poiché condiziona l’esito del trattamento e le prospettive di vita dei pazienti. Purtroppo ancora oggi le persone che scoprono un tumore al pancreas brancolano nel buio. Se non operato in tempo, il tumore al pancreas non perdona”.

Oncologia di precisione per il pancreas

Se oggi l’intervento chirurgico rappresenta l’arma più valida, nuove speranze arrivano dalla possibilità di personalizzare le terapie. “Le neoplasie del pancreas costituiscono circa il 4 per cento di tutti i tumori di nuova diagnosi. Oggi stiamo cominciando a comprendere meglio l’identikit molecolare di questo tumore e ciò ci spalanca le porte verso sfide future – riferisce il professor Giampaolo Tortora, Direttore UOC Oncologia Medica e del Comprehensive Cancer Center -. Sono stati recentemente identificati diversi sottogruppi di tumore del pancreas che sembrano avere sensibilità diverse alle terapie disponibili e ai nuovi farmaci in sviluppo. Scoperte recenti ci consentono di somministrare un nuovo farmaco biologico specifico, dopo la chemioterapia, a chi ha una particolare alterazione genetica, la mutazione di BRCA (8 per cento dei casi). Esperti del nostro team hanno avuto un ruolo importante in queste studi e sono coinvolti nel Consorzio internazionale del Genoma del Cancro che sta sequenziando, tra gli altri, anche il DNA dei tumori del pancreas. Siamo impegnati in diversi progetti che mirano a modificare il microambiente tumorale del pancreas, alleato del tumore, tra cui l’iniezione a livello locale di farmaci biologici per cercare di rendere il tumore sensibile all’immunoterapia, attualmente inefficace in questo tumore”.
La medicina di precisione non può che andare “a braccetto” con l’istituzione di equipe multidisciplinari, i cosiddetti tumor board del pancreas, in cui chirurghi del pancreas, oncologi medici e radioterapisti, insieme a diabetologi, endocrinologi, medici nucleari, anatomo-patologi, nutrizionisti, psicologi e terapisti del dolore si confronto sulle scelte da intraprendere per aumentare le probabilità di sopravvivenza e migliorare la qualità della vita dei pazienti.


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