Mission cancer: un’alleanza europea per combattere i tumori

Maggiore attenzione all’oncologia grazie a un board istituito dalla Commissione europea con l’obiettivo di “salvare 3 milioni di vite entro il 2030”. Tra le eccellenze italiane Alleanza contro il cancro con il progetto Gersom

Salvare 3 milioni di vita entro il 2030. E’ questo l’obiettivo del Mission board for cancer (il cui slogan è “Cancer, mission possible” ovvero “Cancro, missione possibile”), istituito dalla Commissione europea nel quadro di Horizon Europe, il prossimo programma di ricerca e innovazione dell’UE (2021-2027). La tavola tecnica è costituita da un gruppo di esperti che si occuperà di valutare e approvare i finanziamenti per progetti di ricerca in ambito oncologico. Alla sua guida c’è il professor Walter Ricciardi, che in una serie di webinar, presenterà via via i passi da compiere, le alleanze da costruire, coinvolgendo tutte le parti interessate.
«Diffondere l’innovazione, incoraggiare la collaborazione, rafforzare la competitività e creare ricchezza nel senso più ampio del termine: sono questi gli obiettivi del Mission board for cancer che ora coinvolge direttamente anche i cittadini, che devono essere al centro di ogni sistema di Sanità pubblica – ha spiegato il professor Walter Ricciardi in occasione del recente webinar di raccordo istituzionale e politico, organizzato in collaborazione con Apre, Istituto nazionale dei tumori di Milano e Università Cattolica del Sacro Cuore – Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs -. La Commissione europea sta avviando programmi che rendano il più possibile partecipi tutti gli attori dell’Unione, in primis i cittadini, fin dalla progettazione dei percorsi e dei programmi. È importante identificare le aree progettuali e definire gli obiettivi insieme a tutti gli attori del sistema, per poi elaborare i programmi, costruire i progetti e allocare risorse, basandosi sui temi fondamentali: a partire dalla prevenzione fino alle interconnessioni di ricerca e le innovazioni nella clinica».

Alleanze strategiche

Tra le priorità del Mission board for cancer quella di supportare la medicina basata sull’evidenza e in particolare la medicina traslazionale, accelerando l’interazione tra ricerca, innovazione e politiche attive. Fondamentale a questo scopo la creazione di alleanze strategiche, per esempio tra i ministeri della Ricerca e quello della Salute, mantenendo però sempre l’attenzione sui cittadini che devono diventare protagonisti attivi ed essere puntualmente informati sui progressi che man mano si fanno.
Sono diverse le eccellenze italiane in ambito oncologico che potranno contribuire agli ambiziosi obiettivi del Mission board for cancer. Tra queste spicca Alleanza contro il cancro con l’innovativo progetto Gersom, mirato alla realizzazione di pannelli genici per studiare i tumori e i polimorfismi che alterano il metabolismo dei farmaci, in modo tale da poter usare i farmaci più efficaci e sapere se il paziente si sia ammalato a causa di una predisposizione genetica. “Il Progetto Gersom – ha puntualizzato il professor Ruggero De Maria Marchiano, presidente di Alleanza contro il cancro – è un’iniziativa finanziata da ministero della Salute e finalizzata allo studio della diagnosi genomica congiunta di rischio genetico e di sensibilità ai nuovi farmaci nelle neoplasie di seno, ovaio e colon”. Lo studio clinico Gersom si avvale di una serie di alleanze con numerosi istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, con associazioni di pazienti (tra cui la stessa Mutagens), oltre che con l’Istituto nazionale di fisica nucleare per server, storage e connettività. Per raccogliere dati in tempo reale e fornire informazioni alla ricerca e alle aziende farmaceutiche sull’efficacia dei loro farmaci nella pratica clinica, è inoltre in fase di realizzazione la creazione di un consorzio con vari Cancer Center europei per realizzare un istituto europeo digitale, il Digital Institute for Cancer Outcome Research, Digicore.
“Infine partendo da un’iniziativa di Nello Martini, stiamo lavorando a un documento di consenso sullo sviluppo e l’organizzazione della oncologia mutazionale in Italia – ha riferito De Maria Marchiano -. Molti pazienti fanno terapie off label, mentre molti farmaci potrebbero essere riposizionati e somministrati con efficacia e sicurezza ai pazienti, sulla base di una profilazione genomica di alta qualità”.

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