BRCA e chirurgia profilattica ovarica: ricadute anche per il seno

Uno studio pubblicato su Jama Oncology suggerisce che la salpingo-ovariectomia possa aiutare a ridurre anche il rischio di tumore al seno nelle donne con mutazioni nei geni BRCA

L’asportazione chirurgica bilaterale delle ovaie e delle tube (chiamata salpingo-ovariectomia o annessiectomia bilaterale) riduce del 90-95 per cento il rischio di sviluppare un tumore di tali organi nelle donne portatrici di mutazioni germinali nei geni BRCA. Inoltre, visto che le ovaie producono gli ormoni femminili, questo intervento contribuirebbe a ridurre anche il rischio di sviluppare il tumore al seno. Lo ribadisce uno studio pubblicato di recente sulla rivista Jama Oncology. Dalla ricerca è emerso, in particolare, che l’intervento di chirurgia profilattica in donne portatrici di varianti patogenetiche nei geni BRCA1 e BRCA2 riduce il rischio di tumore al seno nei cinque anni successivi all’asportazione di ovaie e tube. Inoltre, la ricerca ha trovato che nelle donne con mutazioni patogenetiche nel gene BRCA1 è presente un’associazione a lungo termine con il rischio cumulativo di cancro al seno.

Annessiectomia e tumore al seno

Nello studio sono state prese in esame quasi 876 famiglie, 498 con mutazioni BRCA1 (2650 casi) e 378 con mutazioni BRCA2 (1925 casi). I dati raccolti evidenziano che l’annessiectomia è associata a un rischio ridotto di tumore al seno nei cinque anni successivi all’intervento, riduzione che è andata attenuandosi negli anni successivi. In particolare si è visto che nelle donne con varianti patogenetiche nei geni BRCA1 e BRCA 2 sottoposte a chirurgia profilattica a 40 anni, il rischio cumulativo di cancro al seno è stato del 49,7 per cento e del 52,7 per cento all’età di 70 anni, rispettivamente. Diversamente nelle donne che non si sono sottoposte all’intervento chirurgico, tale rischio risultava del 61 per cento (BRCA1) e del 54 per cento (BRCA2).

«I nostri risultati possono avere importanti implicazioni cliniche per il trattamento delle donne con varianti patogenetiche nei geni BRCA1 o BRCA2 – osservano gli autori della ricerca -. Sebbene l’indicazione primaria per la salpingo-ovariectomia sia la prevenzione del cancro ovarico, valutare la sua associazione con il rischio cancro al seno è fondamentale per guidare il processo decisionale clinico e la tempistica di tale decisione».

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