Biopsia liquida: nuova metodica italiana individua le impronte digitali del cancro in una goccia di sangue

Un nuovo studio dimostra che è possibile identificare Dna associato alle cellule di un tumore utilizzando un volume di plasma ottenuto da una sola goccia di sangue del paziente, con la possibilità di ottenere risultati in tempi ridotti rispetto alle metodiche attuali


Un lavoro di ricerca sviluppato nell’ambito del progetto Ultraplacad, finanziato dalla Commissione Europea all’interno del programma quadro Horizon 2020, presenta un nuovo metodo analitico grazie al quale è possibile identificare Dna associato alle cellule del tumore utilizzando un volume di plasma ottenuto dal sangue del paziente corrispondente a 0,04 millilitri, in pratica una sola goccia di sangue. La nuova tecnica ha anche il vantaggio di semplificare in modo rilevante le procedure di trattamento del campione di sangue prima dell’analisi, rispetto a quanto richiesto dai metodi attualmente disponibili sul mercato, rendendole più semplici, veloci, ed economiche. I risultati dello studio sulla nuova metodica, pubblicati sulla rivista Biosensors and Bioelectronics, sono frutto della collaborazione tra ricercatori del Dipartimento di chimica dell’Università di Catania, dell’Unità di oncogenomica ed epigenetica dell’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, e del Dipartimento di scienze chimiche, della vita e della sostenibilità ambientale dell’Università di Parma.

Biopsia liquida

Il razionale per il ricorso alla biopsia liquida si basa sul fatto che il sangue trasporta tracce molecolari del tumore. La loro identificazione può servire per poter scoprire il tumore, ma soprattutto per assegnare al paziente il trattamento farmacologico più efficace. Ma il cancro non rimane sempre uguale, si modifica infatti nel corso del tempo e quindi può essere utile seguirne i cambiamenti, perché così facendo si può via via proporre la terapia più valida per quel paziente in quel preciso momento. Le tecniche di biopsia liquida possono dunque rivelarsi preziose alleate nel monitoraggio delle caratteristiche molecolari del tumore.
Le tecnologie attualmente utilizzate per l’analisi molecolare di biopsie liquide richiedono non solo protocolli di trattamento dei campioni che necessitano di alcuni millilitri del sangue del paziente, ma anche lunghi tempi di analisi. La nuova metodica italiana semplifica queste procedure.

La nuova metodica

Per identificare le sequenze di Dna associate alle cellule tumorali presenti in bassissime concentrazioni nel plasma ottenuto dal sangue del paziente, il nuovo metodo utilizza un sistema di rivelazione definito surface plasmon resonance imaging. Quest’ultimo viene, a sua volta, combinato con l’uso di nanoparticelle metalliche funzionalizzate e di Pna, molecole simili al Dna sintetizzate in laboratorio. Per ora un prototipo industriale di questa apparecchiatura innovativa è installato presso l’Irccs Istituto nazionale tumori di Roma Regina Elena.

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