Agopressione contro i disturbi del sonno nei pazienti oncologici

Una recente rassegna mostra i benefici della pressione meccanica sugli agopunti per migliorare il riposo notturno di chi ha un tumore

L’agopressione (chiamata anche acupressione o digitopressione), ovvero la pressione di specifici punti del corpo con le dita, potrebbe essere migliore dell’agopuntura per ridurre i disturbi del sonno che spesso affliggono i pazienti oncologici. Lo segnala una rassegna pubblicata su Worldviews on Evidence-Based Nursing. Secondo gli autori sarebbe utile insegnare agli operatori sanitari e agli stessi pazienti questa tecnica, che affonda le radici nella medicina tradizionale cinese.

Tumori e disturbi del sonno

Si stima che fino al 60% dei malati di tumore lamenti disturbi del sonno, un tasso pari a tre volte quello della popolazione generale. L’insonnia è il disturbo più comune e si può presentare in diverse forme, in particolare con difficoltà ad addormentarsi, continuo svegliarsi durante la notte o svegliarsi molto presto al mattino e non riuscire più a riaddormentarsi. I pazienti oncologici possono presentare almeno uno di questi problemi che però viene spesso trascurato.

Diversi sono anche i fattori che possono contribuire ai disturbi del sonno. Innanzitutto giocano un ruolo importante l’ansia e le preoccupazioni per la propria salute, lo stato incertezza, le difficoltà a conciliare la malattia e il suo trattamento con il lavoro, la famiglia e le relazioni personali. Altri fattori che possono favorire i disturbi del sonno sono inoltre il dolore connesso alla malattia e i trattamenti stessi.

Per migliorare il sonno, si può agire a diversi livelli. Innanzitutto migliorando l’igiene del sonno, ovvero seguendo alcune semplici regole come andare a dormire e svegliarsi a orari regolari, non bere caffè alla sera, non fumare, fare una regolare attività fisica (ma non alla sera) e via dicendo. Possono essere d’aiuto anche tecniche di rilassamento mente nonché la stessa agopuntura o le sue varianti come segnala la rassegna.

I benefici dell’acupressione

Nel nuovo studio, ricercatori dell’Università di Hong Kong hanno condotto una revisione della letteratura scientifica per valutare l’efficacia comparativa dell’agopuntura e dell’agopressione sul sonno nei pazienti oncologici. Gli studi esaminati coprivano sei tipi di interventi: agopuntura manuale, elettroagopuntura, acupressione, agopuntura simulata (placebo), cure abituali potenziate e nessun trattamento. Dall’analisi di 24 studi randomizzati controllati, per un totale di circa 2000 pazienti, è emerso che l’acupressione è il trattamento più efficace tra quelli considerati per ridurre i disturbi del sonno auto-riferiti. Anche l’agopuntura e l’elettroagopuntura hanno comunque dimostrato un effetto benefico, seppur minore rispetto alla pressione meccanica degli agopunti.

La maggior parte degli interventi di agopuntura è durato tra le quattro e le 12 settimane. Nella maggior parte degli studi l’agopuntura è stata somministrata uno o due volte alla settimana.

I consigli

Sulla base dei dati raccolti, gli autori dello studio raccomandano l’agopressione come trattamento ottimale per ridurre i disturbi del sonno nei pazienti oncologici e consigliano di offrire formazione su questa tecnica agli operatori sanitari per aiutare i pazienti che lamentano problemi del sonno. Non solo, gli studiosi riferiscono che sarebbe utile addestrare i pazienti all’autosomministrazione dell’agopressione. Imparare questa tecnica offrirebbe infatti ulteriori vantaggi, grazie alla sua flessibilità, al basso costo e al maggior controllo che offre al paziente rispetto al trattamento somministrato dal medico.

I ricercatori giapponesi concludono la loro rassegna facendo però notare la necessità di sperimentazioni più rigorose per valutare se forme diverse di agopuntura o agopressione abbiano effetti diversi sul sonno nei pazienti oncologici.

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